{"id":3668,"date":"2023-11-06T10:16:11","date_gmt":"2023-11-06T10:16:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/?p=3668"},"modified":"2024-03-22T17:32:23","modified_gmt":"2024-03-22T17:32:23","slug":"elementor-3668","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/elementor-3668\/","title":{"rendered":"Gli Stati Uniti, l\u2019Italia e il futuro degli sceneggiatori"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3668\" class=\"elementor elementor-3668\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a0626cc elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a0626cc\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7ee6ff1\" data-id=\"7ee6ff1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f3c75d2 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"f3c75d2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-large\">Gli Stati Uniti, l\u2019Italia e il futuro degli sceneggiatori<\/h3>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1ad0d78 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1ad0d78\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t\t<p><span style=\"color: #000000;\">In un Paese come l&#8217;Italia il cui settore audiovisivo dipende in larga parte dalle produzioni provenienti dagli Stati Uniti d\u2019America, lo sciopero degli sceneggiatori americani prima e degli attori poi ha causato e causa tuttora non poca ansia, a prescindere dal ruolo che si ricopre nella lunga filiera del cinema italiano. Ecco perch\u00e9 quindi abbiamo partecipato all\u2019incontro organizzato in occasione della Festa del Cinema di Roma, dal titolo <strong>\u201cHollywood, attori e sceneggiatori hanno fatto\u2026 strike. E noi?\u201d<\/strong>, al quale hanno preso parte esponenti di spicco della categoria sceneggiatori, da Giorgio Glaviano, presidente della Writers Guild Italia, a Francesco Ranieri Martinotti, presidente dell\u2019ANAC, passando per sceneggiatori come Leonardo Fasoli e Roberto Marchionni, in arte Menotti. L\u2019obiettivo dell\u2019incontro era chiaro: a seguito del lungo sciopero indetto dal sindacato americano che si \u00e8 concluso con una vittoria, fare il punto della situazione in Italia.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #000000;\">Al momento, nel Bel Paese, la situazione non \u00e8 certo rosea, come dimostrano i risultati del sondaggio indetto da Writers Guild Italia su cento sceneggiatori: in un\u2019industria cinematografica come quella italiana il cui fatturato aumenta esponenzialmente anno dopo anno (ad esempio, l\u2019anno scorso ha visto un incremento pari a 672 miliardi) e i costi di lavorazione hanno subito un aumento del 30%, gli sceneggiatori vengono pagati come prima, se non meno. E per aggiungere al danno la beffa, alla richiesta di lavorare alla stessa cifra, si aggiunge quella di lavorare in sempre meno tempo: se un anno fa, infatti, si poteva lavorare anche un anno a una sceneggiatura, oggi quello stesso prodotto viene richiesto in massimo due mesi; una richiesta che chiaramente va a inficiare la qualit\u00e0 stessa del prodotto in questione, non tanto per mancate capacit\u00e0 dell\u2019autore, ma per una pi\u00f9 semplice mancanza di tempo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Come rimediare a una situazione cos\u00ec negativa?<\/em><\/strong> <br \/>Le soluzioni proposte sono due: la prima riguarda la creazione del CCNL sceneggiatori, da anni paventata dalle associazioni di categoria, ma mai fin qui ottenuta; la seconda riguarda una soluzione che dovremmo \u201cimportare\u201d dagli Stati Uniti, ovvero pagare di pi\u00f9 le idee, perch\u00e9 \u00e8 da l\u00ec che tutto ha inizio. Questa seconda soluzione si concretizzerebbe nel settaggio di una cifra minima (comunque alta) per quanto riguarda lo stipendio degli sceneggiatori, il cui mestiere estremamente specializzato, in quanto figlio di una preparazione ben precisa e di alto livello, \u00e8 anche uno tra i pi\u00f9 snobbati nel settore.<br \/><\/span><br \/><span style=\"color: #000000;\">Al fine per\u00f2 di ottenere tali risultati, per prima cosa ci sarebbe bisogno di creare un fronte unito, come quello presentato dalla Writers Guild America (WGA) nel maggio di quest\u2019anno alle <em>major <\/em>e agli <em>studios <\/em>(N.B. Ne abbiamo parlato qui: <span style=\"color: #bc363b;\"><a href=\"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/facciamo-il-punto-hollywood-va-in-sciopero\/\" style=\"color: #bc363b;\">Facciamo il punto: Hollywood va in sciopero!<\/a><\/span>). A questo proposito sono intervenuti, in diretta dagli Stati Uniti, Laura Blum-Smith e Tony Gerber, esponenti del sindacato americano, che ci hanno tenuto a sottolineare come quello sciopero sia stato indetto in quel preciso momento perch\u00e9 le condizioni di lavoro stavano diventando invivibili, e non solo per una questione economica, ma anche relativa all\u2019intelligenza artificiale, uno degli argomenti pi\u00f9 caldi del momento. Come in ogni grande dibattito che si rispetti, anche su questo argomento ci sono due fazioni: da un lato chi \u00e8 convinto che l\u2019uso dell\u2019IA sia insensato in quanto manca di empatia e sentimenti e quindi non potr\u00e0 mai andare a sostituire l\u2019operato dell\u2019uomo, perch\u00e9, di base, si tratta di un mero algoritmo ricombinatorio, operante sulla base dei bias cognitivi del creatore dell\u2019algoritmo stesso; dall\u2019altra chi ritiene invece che la macchina arriver\u00e0 sicuramente a saper replicare il lavoro dell\u2019uomo, anche grazie agli input che riceve quando apprende dai copioni degli stessi sceneggiatori. Ma dato che nella vita non \u00e8 sempre tutto o bianco o nero, si ritiene importante anche citare due posizioni che possono offrire spunti di riflessione su questo argomento:<\/span><\/p><ul><li><span style=\"color: #000000;\"><u>Roberto Marchionni, in arte Menotti<\/u>: pur ritenendo che l\u2019IA imparer\u00e0 a simulare le emozioni umane, lo sceneggiatore ritiene che potremmo trovare un compromesso facendola lavorare offline e utilizzandola come una sorta di <em>staff writer<\/em>, facendole ricoprire mansioni minori, cos\u00ec da non inficiare l\u2019impatto dello sceneggiatore nella filiera;<\/span><\/li><li><span style=\"color: #000000;\"><u>Tony Gerber<\/u>: sostenendo di ritenerla sia una minaccia sia un progresso, lo sceneggiatore statunitense ci tiene per\u00f2 a far notare come sia diventata argomento di discussione soltanto nel recente passato, quando invece la utilizziamo da decenni, pi\u00f9 o meno da quando abbiamo lasciato da parte i libri per fare spazio alle ricerche su Google.<\/span><\/li><\/ul><p><span style=\"color: #000000;\">Le questioni spinose si accumulano, le risposte scarseggiano e l\u2019ansia cresce.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #000000;\">Quale futuro attende il settore audiovisivo?<\/span><\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Stati Uniti, l\u2019Italia e il futuro degli sceneggiatori In un Paese come l&#8217;Italia il cui settore audiovisivo dipende in larga parte dalle produzioni provenienti dagli Stati Uniti d\u2019America, lo sciopero degli sceneggiatori americani prima e degli attori poi ha causato e causa tuttora non poca ansia, a prescindere dal [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":3666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[40,38,34,13,35],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3668"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3668"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4220,"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3668\/revisions\/4220"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazione-restart.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}